Il mal di Schiena non è mai Generico: 4 fattori fondamentali da monitorare
Il mal di schiena non è mai generico… di conseguenza nel mio approccio alla sua cura non esiste un trattamento generico, aspecifico.
Il mal di schiena deve essere “categorizzato”, approfondito nella sua causa precisa per ottenere i risultati migliori.
Ci sono 4 fattori importanti da monitorare nella schiena, responsabili dell’insorgenza di dolore e /o di blocco che non passa con un semplice “antidolorifico”:
1. IL FACET SYNDROME copre il 30% dei casi del dolore lombare
Si tratta di una infiammazione della parte posteriore della colonna lombare, delle piccole articolazioni vertebrali, dovuta soprattutto a ripetitive estensioni del busto della schiena (attività sportiva come ginnasti, innalzamento di pesi con contro bilanciamento dei lombi per reggere la posizione come il weightlifting in palestra o sul lavoro). I sintomi sono la rigidità muscolare che può anche degenerare in blocco, ma anche irritazioni dei nervi spinali poiché le articolazioni sono contigue all’uscita dei nervi. Il trattamento più efficace per il facet syndrome è la trazione lombare intermittente come la pratico nel mio studio. È indolore, anzi dà un senso di sollievo immediato, non irrita la faccette articolari se c’è già presenza di artrite.
2. La Stenosi del Canale Neurale Acquisita: conta per il 95% del mal di schiena nell’età matura
È un restringimento dello spazio dove è alloggiato il midollo spinale e da dove escono le radici dei nervi spinali. Lo spazio ridotto porta “pressione” sulle radici uscenti, comprimendole e provocando irritazioni sul tessuto neurale.
I sintomi sono dei fastidi sensoriali come sensazioni di “aghi e formicolio degli arti inferiori”, dolori e sciatica e indebolimento dell’arto inferiore.
La stenosi è spesso una degenerazione nel tempo, dovuta a maggiore invadenza “contro” il canale neurale, le cause principali sono la presenza di ernie discali e la degenerazione dei tessuti ossei e dei legamenti nel tempo.
Le cause meno frequenti sono cisti, fratture vertebrali.
La stenosi del canale vertebrale risponde molto bene alle apposite trazioni lombari perché favoriscono il rientro del materiale discale uscito (ernia).
La manipolazione vertebrale è molto utile per riportare le vertebre a un loro allineamento corretto, poiché quando si spostano si
portano quasi sempre nella parte posteriore cioè contro il canale neurale.
3. LA SPONDILOLISTESI è presente nel 25% della popolazione

Anterolistesi grade III
L5-S1
La spondilolistesi è uno scivolamento della vertebra di sopra su quella di sotto in una traiettoria anteriore. È molto frequente nella colonna lombare, contribuisce ad un marcata iperlordosi della schiena ed è molto dolorosa, causa mal di schiena cronico e anche sciatalgie.
Le cause della anterolistesi sono dovute alla degenerazione delle vertebre e dei dischi intervertebrali (90%) oppure post traumatiche, provocando la frattura dell’osso o part intercalaris, in altri casi per causa congenita dovute a malformazioni delle vertebre.
Il trattamento si applica solo nella spondilolistesi degenerativa e viene fatto con delle apposite mobilizzazioni del bacino per favorire il “rientro” dell’eccessiva lordosi lombare nonché l’allungamento della colonna. È importante insegnare al paziente le posture da osservare sul lavoro e utilizzare degli aiuti come cuscini o busti per contrastare l’antiversione del bacino.
Utilizzo anche dei plantari costruiti apposta per aiutare a riportare la colonna lombare in una posizione “neutra” onde evitare peggioramenti nel tempo.
4. PROTRUSIONI E ERNIE DISCALI… Le più frequenti, il 90% della popolazione

Ernia discale con irritazione della radice neurale uscente
Di solito, avvengono con dei microtraumi ripetuti, come rimbalzi ripetuti in piedi in cui la schiena deve ammortizzare i “colpi”, da sollevamento pesi, lavori che comportano l’assorbimento di vibrazioni e contraccolpi sulla schiena come i lavoratori seduti sui muletti, ma anche da traumi franchi soprattutto negli sport come il volley, il tennis, il golf e il weightlifting in palestra. Le persone molto sedentarie sono soggette a protrusioni discali per immobilità della colonna e compressione del cuscinetto intervertebrale.
Vi è una diminuzione dello spazio intervertebrale per mancanza di volume del disco, nonché una diminuzione del diametro del foro intervertebrale (foro di coniugazione) da dove escono i nervi spinali, con conseguenti irritazioni e dolori che coinvolgono sempre i rami del nervo sciatico. A seconda della distribuzione del dolore, si può capire dove è locata la compressione del nervo.
I dolori partono generalmente dal fondo della schiena, possono essere laterali o bilaterali a secondo dell’invadenza dell’ernia e si distribuiscono sul gluteo, parte della gamba o fino alle dita dei piedi.
Concause della degenerazione discale: le frattura compressive, l’osteoporosi e le malformazioni congenite.

RMN con evidenze di ernie discali L4-L5 e L5-S1
Il trattamento in Chiropratica consiste nel liberare le radici neuronali compresse dalla fuoriuscita del disco e anche nel riallineare le vertebre nella loro posizione corretta. I trattamenti nel mio studio sono sempre accompagnati da istruzioni per la propria postura sia sul lavoro che nella vita quotidiana del paziente, nonché da esercizi mirati e personalizzati sulla propria colonna che permettono di mantenerla in salute nel tempo.
Il trattamento dell’ernia discale in Chiropratica è molto richiesto, ha esito molto positivo anche in presenza di ernia completa o estrusa e non comporta nessuna pratica invasiva.
